Roberto e Melania sono due guide turistiche italiane ad Antigua. Insieme hanno dato vita a “Antigua +39 Tour”: accompagnano i turisti italiani alla scoperta dell’arcipelago, delle sue meraviglie e delle attività che vi si possono svolgere.
L’ambasciatore Dario Item ha rivolto una serie di domande a Roberto e Melania per permettere di conoscere meglio l’arcipelago e ciò che può offrire.
Roberto, Melania: quali spiagge di Antigua e Barbuda vi sentite di consigliare?
Partiamo da un numero magico: 365. È il numero delle spiagge presenti sull’isola, o almeno così si dice. Noi non le abbiamo mai contate ma considerando anche Green Island, Long Island, Bird Island e Barbuda, crediamo che il numero sia verosimile.
Di certo, c’è l’imbarazzo della scelta. E una scelta va fatta.
Si potrebbe iniziare con Half Moon Bay.
All’interno di un parco nazionale, la spiaggia ha la forma di una mezzaluna e misura oltre un chilometro. Vi si trovano diverse zone. Al centro della baia si trovano belle onde per divertirsi facendo del surf. Spostandosi sulla sinistra le onde diminuiscono e a poche decine di metri dalla riva si trova la barriera corallina per lo snorkeling.
Ancora più a sinistra si apre una zona in cui il mare diventa una piscina naturale: senza onde e senza vento, acque limpidissime. Da qui parte una scogliera di roccia sedimentata da cui si ricava un’argilla utilizzabile anche per il trattamento della pelle.
Un’altra spiaggia da non perdere è Ffryes Beach, situata in un’area protetta. Qui si trovano grossi tronchi di tamarindo sbiancati dal sole e dalla salsedine, arenati sulla spiaggia. Nelle ore centrali della giornata, l’acqua del mare regala tutte le tonalità immaginabili di azzurro e blu.
Non si può non menzionare la Rendez-vous Bay, per la posizione isolata e la natura incontaminata. La spiaggia è raggiungibile solo a piedi e in bicicletta (o con un buon fuoristrada, ma consigliamo la passeggiata). Si trova nella zona sud-ovest dell’isola di Antigua.
Nella zona est si trova invece la Long Bay Beach, famosa per la sua sabbia bianchissima. Qui è quasi impossibile tenere gli occhi aperti senza gli occhiali da sole.
Tra le più famose e frequentate, per posizione e servizi offerti, segnaliamo la Jolly Beach. È una spiaggia molto ampia e lunga oltre un chilometro. Anche qui la sabbia è bianchissima.
Ne abbiamo segnalate solo cinque, ma sono tantissime le spiagge meravigliose, nascoste, poco conosciute o poco frequentate. Ognuna, a modo suo, lascia senza fiato.
Per quanto riguarda Barbuda, invece, si potrebbe semplicemente dire che è il paradiso. Ci piace dire che se un paradiso esiste, ha sicuramente una spiaggia di Barbuda.
L’isola misura 160 km quadrati (circa il doppio di Formentera) ed è molto diversa da Antigua. Ancora di più dopo il passaggio dell’uragano Irma che sull’isola ha lasciato più animali che uomini abitanti.
Anche qui le spiagge sono tante. C’è la Low Bay, chiamata anche Eleven Miles. Qui si trova la Pink Sand Beach: è una meraviglia in rosa (il colore è dovuto a piccolissime conchiglie rosa), una lingua di sabbia lunga venti chilometri in cui è davvero raro trovare impronte umane.
Spostandosi verso sud-ovest si trova la spiaggia dedicata a Lady Diana, il luogo che la principessa amava frequentare nella metà degli anni Novanta. È la tipica spiaggia caraibica da immaginario e si estende per più di sette chilometri.
Per quanto riguarda le escursioni, cosa consigliate solitamente?
La nostra conoscenza del territorio è molto approfondita e possiamo organizzare uscite spaziando tra natura, spiagge, mare e storia.
Di solito organizziamo un’uscita di una giornata. Si parte al mattino per attraversare l’isola di Antigua da Ovest a Est.
Passiamo per le spiagge di Darkwood, Keyonna, Turner, Carlise Bay, passando per la Rain Forest, la foresta pluviale di Antigua, per raggiungere Seatons, dove si può fare il bagno con le razze giganti: di solito prendiamo una piccola barca e ci spostiamo al largo di circa 4km, fino a raggiungere una barriera corallina di nome Barsh. Ha la caratteristica di trattenere la sabbia corallina formando una piscina naturale in mezza al mare in cui l’acqua non supera il metro e mezzo di altezza.
Le razze giganti sono libere naturalmente, arrivano quando sentono il rumore del motore. Hanno un’apertura di circa due metri. Solitamente ormeggiamo a una piattaforma galleggiante e scendiamo in acqua per prenderle in braccio, dar loro da mangiare e giocarci un po’ insieme: sono animali tranquilli e intelligenti, abituati all’uomo.
Nella stessa zona si può fare snorkeling e scoprire coralli e pesci tropicali.
Il tutto dura circa un’ora e mezza. Forniamo noi magliette da acqua e protezione solare.
Quando torniamo sulla terraferma c’è sempre modo di bersi un drink e farsi una doccia.
La giornata continua verso Long Beach Bay, una delle spiagge più famose.
Poi ci si sposta verso il Devil’s Bridge, un ponte naturale spettacolare, scavato dalle onde, con una leggenda tragica: si racconta che da lì gli schiavi si suicidassero in massa.
L’escursione prosegue all’Half Moon Bay. Qui pranziamo sotto una palma, di fronte al mare. Prepariamo tutto noi: antipasto, primo e frutta tropicale.
Dopo pranzo si vive la spiaggia, e come dicevamo, c’è anche la possibilità di cospargersi il corpo dell’argilla che si crea nella zona rocciosa.
La giornata termina a Shirley Heights, nel parco nazionale, il punto panoramico da cui godersi il tramonto e la vista del porto storico della marina britannica, l’English Harbour.
Per i più sportivi invece organizziamo un’escursione in e-bike, con cui pedalare sulla battigia ed entrare in contatto con il territorio e le persone che lo vivono.
Solitamente partiamo da Jolly Harbour e forniamo tutta l’attrezzatura e l’abbigliamento necessario. Selezioniamo percorsi per i meno esperti o percorsi più impegnativi, alla scoperta dell’Antigua più autentica.
Essendo su un’isola caraibica, poi, non può mancare una giornata in barca a vela. Si veleggia da Carlise Bay a Deep Bay, fermandosi ogni tanto per un bagno. La navigazione è tranquilla e mai impegnativa per chi non è abituato alla barca.
Come si può scoprire la vera essenza di Antigua, lontana dal circuito turistico?
Sicuramente si può scoprire molto addentrandosi nella foresta. Si possono incontrare personaggi rastafariani, in un contesto che di turistico non ha nulla, e vedere come si vive in simbiosi con la natura, dove esiste solo l’essenziale.
Queste persone possono insegnarti a curarti con le piante, a mangiare ciò che la terra offre, a riconoscere ogni tipo di pianta: dal più sconosciuto albero di banane all’albero della vita, e poi piante di ananas, di cacao e così via…
E la sera cosa si può fare ad Antigua?
Beh, sicuramente da non perdere è il tramonto a Shirley Heights.
Poi c’è la Steel Band, il più classico e dolce dei ritmi caraibici: gruppi dal vivo suonano reggae e calypso fino alle 22:30 circa.
Un posto autentico che noi amiamo frequentare la domenica sera è il Road House. Offre musica dal vivo e possibilità di ballare, senza limiti d’età.
Nel periodo invernale la zona più viva è quella dell’English Harbour e del Falmouth Harbour, dove ormeggiano gli yacht. Qui ci sono numerosi locali in cui trascorrere le serate.
C’è qualche storia, qualche leggenda o qualche semplice curiosità relativa ad Antigua e Barbuda?
Sull’isola di Antigua sono presenti molti “silk Cotton trees”.
Questo albero era sacro per i Maya ed è diventato di grande valore spirituale per le popolazioni dell’area caraibica.
Il Silk Cotton tree è chiamato anche “Ceiba” e non potrete certo perderlo girando l’isola.
Lungo il Fig Tree Drive e nella foresta pluviale a Wallings, si può ammirare il suo enorme tronco e la chioma ampia e piatta fatta di rami che si allungano in orizzontale.
A seconda delle annate, da dicembre a febbraio vi troverete a camminare in una nuvola di cotone biancastro. I fiori rosa sbocciano prima ancora che spuntino le foglie. Nascono poi frutti dalla forma allungata ed ellittica, che si aprono fino a svelare la bambagia che custodisce i semi. Questi pioveranno giù dall’albero, mentre dalla bambagia si ricava il “kapok“, comunemente usato come imbottitura di divani, materassi e salvagenti.
Un’altra curiosità riguarda le enormi canoe che tanto colpirono Cristoforo Colombo quando arrivò in queste zone. Alcune di queste erano abbastanza grandi da trasportare cento uomini.
Queste canoe venivano ricavate scavando il tronco del Ceiba e la scelta dell’albero era preceduta da particolari cerimonie durante le quali si chiedeva il permesso di abbattimento agli spiriti dell’albero.
Oggi le proprietà spirituali attribuite alla Ceiba sono ancora molto vive e sentite dalla popolazione locale. In alcuni paesi dei Caraibi viene chiamato “dio albero”, in altre “albero del diavolo”.
Ci sono molte storie e leggende legate a quest’albero e molti continuano a ritenere che sia dotato di un’anima, di uno spirito residente. Ancora oggi molte persone possono raccontare storie ed esperienze legate al proprio albero da giardino.
Comunque la si pensi, è necessario essere sempre rispettosi quando vi imbattete in questi giganti. Quando li incontrate regalate loro un complimento sussurrato, o qualche goccia d’acqua, chissà che potreste soddisfare anche gli spiriti che lo abitano.
Quali sono i vostri consigli, invece, per fare compere ad Antigua?
Sicuramente vale la pena immergersi nei colori e nelle atmosfere dell’artigianato locale, non mancano bancarelle e negozietti di ogni tipo.
Nella capitale Saint John’s, la zona che separa i due quartieri dello shopping duty free (Heritage Quay e Redcliff Quay) è quella più caratteristica.
Qui si possono trovare bancarelle e negozi d’artigianato di ogni tipo. Imperdibile è anche il mercatino dell’artigianato che si trova alla fine di Market Street, dopo il mercato della frutta: saponi naturali, cesti, oggetti in cuoio, quasi tutto made in Antigua.
Se vi addentrate nei dintorni scoprirete negozi di commercianti libanesi e siriani in cui trovare scarpe, tessuti e vestiti in genere.
Per chi preferisce lo shopping duty-free, I punti di riferimento sono due.
Il primo, l’Heritage Quay. Un vivace complesso commerciale pieno di gioiellerie, cristallerie, foto-ottici, e negozi che vendono articoli per la spiaggia e per lo sport.
Il secondo, il Redcliff Quay. Si trova tra la parte bassa di Redcliff Street e la baia di Saint John’s.
Qui si può passeggiare tra negozi di abbigliamento, batik, souvenir di ogni genere.
In zona ci sono anche delle gallerie d’arte, gelaterie, bar, ristoranti.
Da non dimenticare anche le bancarelle presenti nella Fig Tree Drive, dove si possono acquistare marmellate e altri prodotti locali direttamente dal produttore.
Non può mancare nella valigia del turista l’English Harbour rum, uno dei souvenir più gettonati ad Antigua. È un rum di melassa prodotto in una distilleria a conduzione familiare nella capitale Saint John’s, l’”Antigua Distillery”.